Nei suoi "Commentarii sulla guerra gallica" Cesare cita diversi episodi che hanno visto la Legione XII come protagonista: si ricorda, in particolare, di quando, circondata nel proprio accampamento da Galli, Belgi e Germani, resistette valorosamente per diverso tempo contro forze soverchianti. Quando i nemici colmarono il fossato attorno al campo per l'assalto finale all'accampamento, i legionari uscirono dalla porta principale a ranghi serrati per una sortita, riuscendo a sbaragliare e disperdere gli assalitori.
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Nel 193 d.C. la dodicesima rimase implicata nella guerra civile che contrappose Pescennio Nigro a Settimio Severo, sostenendo il proconsole di Siria Asellio Emiliano, partigiano di Nigro.
La Legione XII "Fulminata" è citata anche dai Martirologi Cristiani: durante la persecuzione di Valeriano nel 259 d.C., un centurione venne messo a morte e successivamente proclamato santo; sessantadue anni più tardi, quando Licinio iniziò una persecuzione ancora più feroce, quaranta legionari rifiutarono di partecipare al massacro dei cristiani e, puniti con la morte, sono ancora oggi ricordati nelle chiese cattoliche ortodosse come i "Quaranta Martiri di Sebaste".
Tra i più significativi reperti riguardanti la Legione XII si segnala il ritrovamento di una lapide - avvenuto nella seconda metà del secolo scorso a Baku, in Azerbaigian - riportante la seguente iscrizione:
| IMP.
DOMITIANO CAESARE AVG. GERMANICO |
| LVCIVS
IVLIVS MAXIMVS |
| LEGIONIS
XII FVL. |
